Decreto Dignità da Google a Facebook - Le novità sul gioco d'azzardo in Italia

Decreto Dignità e gioco d’azzardo – Gli sviluppi

E la profezia si avverò!

Di Maio, Di Maio! Sono trascorsi solo pochi giorni dal colpaccio del secolo contro il gioco d’azzardo, soltanto quello legale peraltro, e abbiamo già fatto un buco nell’acqua?

Eppure ce lo avevano detto, e nemmeno in pochi. Tra gli altri, Lindhal, per LeoVegas, così come Marasco, per Logico, avevano avvisato il governo sul fatto che questo Decreto Dignità avrebbe sortito l’effetto opposto a quello desiderato, per il ramo del gioco d’azzardo.

Niente più pubblicità per gli operatori legali, quindi più visibilità per quelli che delle leggi se ne…

Beh, insomma… Bingo, Di Maio!

Dalle lettere aperte in cui invitava Di Maio ad una discussione su misure alternative da adottarsi, Lindhal è poi passato al reclamo alla Commissione Europea, di pochi giorni fa. Afferma infatti che LeoVegas non poteva restarsene passiva in questa situazione così delicata. La prospettiva sarebbe in questo caso un passo indietro di 10 anni per il mercato del gioco in Italia, mentre quel che Lindhal ha visto nel presente, per poter intervenire contro un futuro del genere, è la violazione proprio della legislazione dell’Unione Europea. Il decreto sarebbe infatti passato senza considerare l’obbligo di notifica in primis, ma anche scavalcando quella che è la libera circolazione di beni e servizi nell’Unione Europea.

Quindi, vediamo… Abbiamo spazzato via dai risultati di ricerca gli operatori legali, grazie al decreto Dignità, e Google, come conseguenza di ciò, ha dato una bella spinta a quelli illegali. Del resto, non aveva scelta.

Di Maio ha affermato ancora una volta che questa è la prima di una serie di misure volte a migliorare la situazione del gioco d’azzardo in Italia.

Come se tutto questo non bastasse, le casse dello Stato piangeranno presto a causa delle decisioni del governo. Di Maio ci dice che con il gioco d’azzardo entra nelle casse dello Stato quasi esattamente quanto poi si spende per curare l’azzardopatia. E questo senza portare numeri reali, ma stime ritenute corrette solo da chi ascolta una campana sola. Ne abbiamo già parlato nei nostri articoli precedenti, quindi non ci soffermiamo sull'argomento qui, invece.

Per concludere, Di Maio non farà passi indietro sul punto del decreto Dignità riguardante il gioco d’azzardo, ma anzi lo proporrà a tutti i Paesi dell’Unione europea. Queste almeno sono le sue intenzioni attuali. Quindi, niente pubblicità, neppure indiretta, per gli operatori di gioco d'azzardo, con un’unica eccezione per le lotterie nazionali a estrazione differita.

Se queste misure sono già entrate in vigore questo mese, dal 2019 il decreto spazzerà via tutto ciò che resta della pubblicità al gioco legale e regolato in Italia. Appena dopo Google, anche Facebook, nelle ultime ore, ha aderito alla stessa politica.

L’Agimeg ha segnalato ieri mattina che pagine e pubblicità dovranno adeguarsi alle misure legislative adottate dal governo italiano anche sul famosissimo social. La comunicazione di Facebook ai concessionari di gioco: “come noto, pubblicità, pagine, account Instagram e app che promuovono o facilitano l’accesso al gioco online sono permesse su Facebook solo con una nostra approvazione scritta. A causa dei recenti sviluppi legislativi Facebook sta revocando tutte le approvazioni per il mercato italiano e approverà solo pubblicità che riguardano lotterie ad estrazione differita.”.

Facebook ha concesso 48 ore per potersi adeguare, cari operatori.

Ci sono già giunte voci sul fatto che Di Maio non abbia preso benissimo i recentissimi contratti di sponsorizzazione tra Betway e la Roma e Marathonbet e la Lazio (leggi di più nel nostro articolo precendente, cliccando qui). Cosa accadrà ora?

A presto per ulteriori aggiornamenti!


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