Parlamento italiano

Legge di Bilancio 2020 e casinò online: gara per 50 licenze

Entro la fine del 2020 si terrà una nuova gara d’appalto per le licenze operative che riguardano il gioco d’azzardo.

Questo è quanto proposto nel testo della Legge di Bilancio in discussione in Parlamento. L’approvazione della manovra finanziaria nel suo complesso dovrebbe arrivare prima del 30 dicembre 2019.

L'articolo 92 del disegno di legge, depositato la settimana scorsa, “dispone l’indizione di una gara per l’affidamento da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di una serie di concessioni in scadenza per la gestione di apparecchi da gioco con vincita in denaro”. 

Per quanto riguarda più specificamente gli operatori di casinò online, si parla della concessione di 50 licenze della durata di 9 anni l’una. La gara è rivolta esclusivamente ai “soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo”. La base d’asta parte dai 2 milioni di euro.

Le nuove licenze saranno attive a partire dal 2023 fino al 2031. Dando uno sguardo al panorama dei casinò online legali e sicuri che operano nel nostro paese, viene quasi da dare per scontato che almeno Sisal e Snai, due delle società italiane più in vista nel settore, prenderanno parte alla gara per le concessioni.


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Attualmente in Italia sono attive 67 licenze per i casinò online (con scadenza prevista nel 2022), nonostante la finestra temporale di riferimento consentisse di ottenerne ben 85.

Alla luce di questi numeri, sarà interessante vedere quanti operatori faranno richiesta delle licenze AAMS, soprattutto se il divieto totale di pubblicità in materia di gioco d’azzardo, disposto l’anno scorso all’interno del Decreto Dignità, articolo 9, sarà ancora in vigore.

Ricordiamo che per legge è vietata “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi  o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive,  culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni  in genere, le affissioni e internet”.

La violazione di queste misure viene punita con multe a partire da 50 mila euro. Le stime del Ministero dell’economia e delle finanze rivelano che lo Stato potrebbe registrare perdite fino a 150 milioni di euro l’anno in entrate extratributarie.

Legge di Bilancio 2020 e casinò online

Decreto diginità e divieto di pubblicità - Le reazioni degli operatori e dell’Agcom

Non sono mancate le critiche al decreto. Per esempio, il provider di gioco online Leovegas e l’associazione di categoria Logico hanno proposto all’ex ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio un tavolo di lavoro per migliorare insieme il testo.

Particolarmente degne di nota sono state le parole provenienti dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), che è l’organo incaricato della gestione delle sanzioni amministrative.

Dopo aver pubblicato ad aprile una serie di linee guida nella quali vengono separati più nettamente i contenuti di tipo informativo e di comparazione da quelli pubblicitario, il 24 luglio l’Agcom ha diffuso un documento di 31 pagine nel quale ha dato spazio a critiche e proposte di riforma della legge.

Scrive l’Agcom:

“È significativo osservare come, nell’ottica del legislatore europeo, al fine di un

efficace contrasto del gioco d’azzardo, non sia necessario introdurre un divieto di

comunicazione commerciale concernente il gioco d’azzardo”.

Nella relazione l’Agcom ha anche ricordato uno studio della Commissione europea risalente al 2014, secondo cui “tra le varie soluzioni adottate dagli Stati membri la scelta del divieto assoluto della pubblicità del gioco legale (sia fisico che on line) risulti residuale”.

Infine l’autorità garante ha rilevato alcune “potenziali criticità sotto il profilo dell’impatto concorrenziale”. Il divieto totale delle pubblicità rischia di trasformarsi, secondo l’Agcom, in un blocco all’entrata sul mercato da parte di nuovi soggetti.


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