Racconti del terrore per la notte di Halloween

Le migliori storie di paura per la notte di Halloween

I festeggiamenti della notte di Halloween sono ormai in qualche modo entrati a far parte anche della nostra cultura, sebbene in molti locali e per molte persone questo sia più un Carnevale d'autunno che la festa del mondo dei morti, con dei toni festosi e giocosi, ma senza, appunto, quel brio dato dal brivido vero che questa celebrazione porta con sè, quello che può essere generato esclusivamente dalla paura, quella vera!

Tu sei di quelli che "l'Halloween va trascorso in un posto spaventoso, in un'atmosfera spettrale, tra sedute spiritiche con gli amici, storie di paura, film horror e pelle d'oca"? Allora apri le porte allo spavento e al terrore in questa notte di Halloween! 

Racconti del terrore e spaventose leggende per la notte del 31 ottobre

 

31 ottobre - La tradizione della paura

In molti già sapranno che la tradizione di Halloween non è nata in Italia, ma che è stata "importata" dagli USA; un po' meno persone invece sono a conoscenza del fatto che Halloween nasce in Irlanda, o meglio, nella terra dei Celti, il popolo che più di ogni altro ha saputo caratterizzare l'Isola di smeraldo.

La storia ci insegna che i Celti d'Irlanda, ad un certo punto della loro permanenza sull'isola, vennero a contatto coi Romani e, più tardi, anche con il Cristianesimo. Ed è qui, come sempre accade quando due popoli incrociano le loro strade, che si è dovuto decidere come proseguire, tra le altre cose, anche con le usanze e le tradizioni. E, la convivenza, giorno dopo giorno, ha fatto il suo lavoro. Una di queste tradizioni celtiche riguardava proprio quella della notte del 31 ottobre, la notte che oggi tutti conosciamo come "Halloween".

I Celti d'Irlanda sono considerati la tribù celtica che ha potuto svilupparsi più di ogni altra senza influenze esterne derivate da altri popoli, e proprio per la posizione geografica dell'isola di smeraldo. I Celti erano profondamente legati alla natura, tanto da fare proprie le sue leggi. Si adattarono quindi ai ritmi della natura, ricamando attorno ad essi tradizioni e usanze. A differenza, ad esempio, dei Romani, i Celti non cercarono quindi di piegare le leggi della natura alle proprie; piuttosto, provarono a trovare un compromesso per poterci convivere. Del resto, tutto ciò che la natura dava loro era il loro unico mezzo di sostentamento, e per questa ragione l'uomo celtico preferiva giocare alla pari, a volte piegandosi, piuttosto che scavalcare divinità che erano chiaramente superiori a lui. 

La notte di Halloween porta sempre notizie spaventose!

Ma torniamo alla notte del 31 ottobre. Come arrivano i Celti della ridente isola verde ad Halloween e alla sua celebrazione? Inziamo col dire che Halloween conserva molti tratti della festività celtica, a differenza di altre che con il tempo hanno perso quasi del tutto il loro significato originario. Come spesso accade, però, allo strato "celtico" dobbiamo aggiungere quegli strati che il tempo ha lasciato sedimentare, a partire dai primi secoli dopo Cristo, quando i Romani hanno iniziato a lasciare qualche impronta più marcata in "Hibernia", come era nota l'Irlanda in lingua latina.

E proprio di "tempo" parlavano i Celti nella celebrazione di Halloween; "tempo" in tutte le sue accezioni!

Nella notte di Halloween le leggi dello spazio e del tempo venivano infrante nella creazione di un mondo in cui passato e presente, mondo dei morti e dei vivi, potevano fondersi, creando situazioni impreviste, imprevedibili, spaventosamente catastrofiche in assenza delle dovute precauzioni, che i Celti sapevano certamente adottare. Il periodo intorno alla data del 31 ottobre, nell'anno celtico, era quello del termine della stagione della luce, quella del lavoro, che terminava con la mietitura; le famiglie potevano quindi prepararsi all'inverno, alla stagione del buio e anche del riposo.

Samhain era una delle 4 feste che scandivano l'anno gaelico, e celebrava l'inizio del nuovo anno, e l'ingresso, appunto, nel periodo più "dark" dello stesso. Dalla notte del 31 ottobre alla mattina del 1° novembre, quindi, si festeggiava senza risparmiarsi, con riti che prevedevano, tra l'altro, proprio giochi di divinazione e maschere, quelli che conosciamo oggi, ma anche grandi falò e sacrifici animali alle forze che si risvegliavano in quella notte e che bisognava ingraziarsi per poter vivere serenamente. Oltre a queste forze, che potevano decidere della vita dei viventi, nella notte di Halloween anche le anime dei propri familiari defunti tornavano nella nostra dimensione, e per questa ragione si preparava del cibo da offrire loro, talvolta aggiungendo un posto a tavola. Giochi e costumi per Halloween derivano quindi da questa antica festa celtica, incluso l'ormai noto "Dolcetto o Scherzetto" che i bambini in maschera recitano per avere in cambio leccornie.

La versione celtica del "Dolcetto o Scherzetto" prevedeva invece persone che si rendevano irriconoscibili e vagavano di casa in casa, nella notte del 31 ottobre, recitando versi in cambio di cibo. Proprio come lo spirito di un defunto in cerca di ospitalità nel tepore di una casa!

Qualcuno vuole che questa tradizione celtica di Samhain non sia riconducibile al moderno Halloween, che invece avrebbe origine solo con la diffusione del Cristianesimo in Irlanda. Il 31 ottobre, infatti, è la vigilia di Ognissanti, ossia "All Hallows Eve", poi ridotta nella nota forma e parola "Halloween". Ma l'Hibernia - nome con il quale era conosciuta l'Irlanda per i Romani - aveva una tradizione ben consolidata già da prima dell'avvento della nuova religione!

Qualunque sia la verità sulla nascita di Halloween, certo è che questa tradizione venne poi portata negli Stati Uniti dagli irlandesi emigrati nel diciannovesimo secolo. E da lì deriva la sua popolarità in quasi tutto il mondo al giorno d'oggi.

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Spaventose leggende per la notte di Halloween

Veniamo dunque alle storie di paura. Quella di cui vogliamo parlarvi riguarda quello che in qualche modo è uno dei personaggi immancabili della notte di Halloween.

Quanti di voi conoscono la storia della zucca di Halloween o hanno intagliato almeno una volta una spaventosa faccia in una gigantesca zucca arancione per poi lasciarla fuori per spaventare i passanti, con una candela accesa ad illuminarne gli occhi nella scura e tenebrosa notte?

Beh, dovete sapere che proprio questa zucca ha una storia davvero spaventosa! La prima zucca del genere era infatti posseduta da uno spirito maligno!

C’era una volta un fabbro, un fabbro che viveva in Irlanda. Quest'uomo aveva un vizio, quello di bere fino a rendere il suo carattere peggiore del solito. Non era infatti un individuo esemplare e non poche volte aveva mostrato di essere egoista e malvagio.

Questo fabbro era tanto egoista, tanto cattivo, che il diavolo in persona ad un certo punto della vita dell’uomo decise di andare a fargli visita, dal momento che a causa del suo vizio del bere, a breve, in un modo o nell’altro, sarebbe comunque caduto nelle sue mani.

Lo trovò come al solito in un pub, assorto nel suo passatempo preferito. Allora il diavolo decise di non tornare a casa a mani vuote e si preparò a prendere l’anima di Jack (era questo il nome del fabbro). Ma questi non era ancora pronto ad abbandonare la sua vita terrena. Quindi chiese al diavolo un’ultima bevuta; ma non avendo più soldi con sé, questi avrebbe dovuto trasformarsi in una moneta. Dopodiché l’anima di Jack sarebbe stata sua per sempre.

Il re del male decise allora di acconsentire e concesse a Jack il suo ultimo bicchiere, trasformandosi in una moneta.

Ma Jack non spese il denaro; anzi, prese la moneta e la mise subito nella sua borsa, proprio accanto ad una croce d’argento che risucchiò immediatamente tutti i poteri del diavolo. Non potendo più ritrasformarsi, questi dovette fare un’offerta a Jack perché lo liberasse. Gli promise quindi che non sarebbe tornato per i successivi 10 anni! Così Jack, piuttosto furbo per un ubriacone, lo lasciò andare e guadagnò altri 10 anni di vita terrena. 

Ma il diavolo sarebbe tornato, ed è sempre meglio non scherzare con lui!

Dieci anni dopo, puntuale, si ripresentò per prendere l’anima di Jack, e questa volta più risoluto che mai a fargli trascorrere la peggiore eternità di sempre, per essersi preso gioco di lui in quel modo!

Jack, rassegnato, espresse come suo ultimo desiderio quello di gustare una mela del suo albero preferito. Ma non riuscendo a raggiungere quella più bella, essendo questa sul ramo più alto dell’albero, chiese l’aiuto dei poteri del diavolo. Questi iniziò quindi ad arrampicarsi, pregustando l’anima di Jack e le torture che avrebbe potuto infliggerle una volta all’Inferno.

Ma, ancora una volta, il furbo fabbro irlandese aveva preparato tutto! Incise infatti una croce sul tronco dell’albero, bloccando il diavolo sul ramo sul quale era intanto salito.

Ma il diavolo non aveva intenzione di restare per l’eternità su quel ramo e fece notare a Jack i suoi innumerevoli poteri. Jack gli chiese allora di risparmiargli la dannazione eterna. E così fu! Il diavolo non avrebbe mai potuto torturarlo a piacimento all’Inferno per l’eternità una volta che Jack fosse morto!

Ma come si arriva alla fine alla zucca con la faccia intagliata?

Beh, con gli anni, Jack invecchiava e così arrivò il giorno della sua morte. In vita fu così avaro ed egoista, oltre che ubriacone, che ovviamente non lo accettarono in Paradiso. Giunse quindi all’Inferno. Ma il diavolo ricordò il patto e dunque lo lasciò libero.

Ma dove poteva andare il fantasma di Jack?

Iniziò quindi a vagare nella notte, senza una meta, senza più un corpo. Ma sentiva il freddo, e il buio lo tormentava. Il diavolo decise allora di lanciargli un tizzone perché si scaldasse e vedesse nell’oscurità.

Il tizzone fu messo da Jack in una rapa, che diventò così la sua lanterna. Ed ecco che nacque la tradizione di Jack e della lanterna!


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La lunga tradizione della notte di Halloween - Tra gioco e realtà

Ora sappiamo perchè le decorazioni della notte di Halloween prevedono grandi, gigantesche zucche, anche se in origine si trattava di rape. Le zucche, però, risultano molto più facili da intagliare di queste ultime, e più colorate. L'arancione della zucca è diventato poi uno dei colori della festa del 31 ottobre, insieme al nero.

L'arancio richiama proprio il colore della fine dell'estate, del periodo della mietitura, quello che precedeva immediatamente la versione celtica della festa di Halloween, mentre il nero porta la mente all'immagine della notte più scura, dell'ignoto. Proprio di quell'ignoto che si cerca di svelare con giochi e pratiche divinatorie nella notte degli spiriti.

No, non solo streghe e maghi, ma tutti, proprio tutti, si divertivano a praticare queste arti divinatorie in Irlanda, nella notte dei morti. Le radici di queste tradizioni si perdono nell'Irlanda celtica, per poi protrarsi nel tempo, andando a mescolarsi con credenze di diversa origine e varie culture. Dall'Inghilterra alla Scozia, per spostarsi fino all'Impero romano, gli influssi sulle pratiche divinatorie dell'originaria notte di Halloween sono stati tantissimi. 

La notte del 31 ottobre era ritenuta la notte in cui i comuni mortali potevano venire posseduti dagli spiriti dei defunti, spiriti che con l'influenza della cultura romana hanno assunto una connotazione totalmente negativa, malvagia e crudele. Ma quella del 31 ottobre è anche la notte in cui potevano essere svelati i destini delle persone, come futuri sposi, ma anche future morti! Si poteva quindi dare un primo sguardo a quel che l'anno seguente avrebbe portato con sé. Ricordiamo infatti che parliamo sempre del Capodanno celtico. Un nuovo anno terminava e ci si preparava al nuovo.

Alcune di queste arti divinatorie sono state tramandate nel tempo, e qualcuna sopravvive ancora, ma con qualche variazione un po' più giocosa.

Nella notte di Halloween celtica potevano nascere nuove coppie; si scopriva infatti chi fosse prossimo al matrimonio. Ma si poteva anche svelare quanto tempo restasse ad una persona da spendere nel nostro mondo! 

Spaventose storie di paura - 31 ottobre

Questo accadeva per i vivi, ma le anime di coloro che avevano lasciato questo mondo nell'anno che si concludeva, e che avessero lasciato faccende in sospeso, potevano invece tornare tra i mortali, nella notte di Halloween, per portarle a termine. Non si sa bene quando sia nata questa credenza, ma certamente deve aver contribuito ad aumentare la paura che abbiamo degli spiriti dei defunti!

Cosa potrebbe accadere infatti quando muore una persona con la quale si è rimasti in cattivi rapporti? Beh, come si dice, "chi vivrà vedrà", no?

Racconti del terrore e storie di paura per il 31 ottobre - Pagine da brivido

Se vi sentite un po' troppo avanti con gli anni per girare di casa in casa per il "trick or treat" di Halloween, potreste volervi dedicare ad un buon film o, soprattutto se si è da soli, per far salire la paura a livelli mostruosi, ad uno dei libri evergreen del mistero e del terrore.

Ci sono alcuni autori che vale la pena leggere sebbene non siano conosciutissimi, ma altri hanno saputo guadagnarsi una certa fama negli anni, e le loro firme sono ormai nelle biblioteche di qualsiasi amante del brivido. Che si tratti del profumo della carta stampata o di una pagina digitale, qui abbiamo qualche suggerimento:

Edgar Allan Poe e i suoi Racconti dell'incubo e del terrore, dal 1845, continuano a far venire la pelle d'oca e a far avere incubi a tantissimi lettori. Un gotico che spazia dalla crudeltà alla pura follia, con l'aggiunta di qualche simbolo che racchiude o richiama le paure più profonde di ciascuno. Conoscete i timori che il gatto nero risveglia, no? Beh, provate a leggere i racconti di Edgar Allan Poe e non li dimenticherete mai più!

Tanti i film e molte le serie ispirate ai vampiri, ma di Dracula, quello di Bram Stoker, ce n'è uno solo! La leggenda e le storie intorno a questo personaggio erano già diffuse, ma Stoker diede a Dracula la fama che meritava e che conserva dal 1897. Romanzo gotico che ha dato il via a quello che molti definiscono come "genere vampiresco", nel quale rientrano anche film come quelli della saga di Twilight, può essere assolutamente adatto alla notte di Halloween o ad una serata che si voglia trascorrere in compagnia di un po' di buona letteratura.

Chi non conosce poi Dr Jekyll e Mr Hyde? Stevenson sembra voler essere tra quei fantasmi che nella notte del 31 ottobre tornano a far visita ai vivi. Romanzo che ci lascia tante considerazioni da fare sulla vera natura di ciascuno, "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" non passerà mai di moda!

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