Bancarotta per il casinò di Campione d'Italia

Il casinò di Campione – Le novità sulla chiusura per bancarotta

La nostra piccola exclave in territorio svizzero, sul lago di Lugano e parte della provincia di Como, sta soffrendo per la mancanza della maggiore – o, per meglio dire, unica – fonte di sostentamento del comune. Parliamo di Campione d’Italia e del casinò di Campione, che vanta più di un secolo di storia, ma anche un edificio nuovo progettato dall’architetto svizzero Mario Botta e inaugurato nel 2007, ben visibile dalla svizzera Lugano.

Il fallimento è stato reso ufficiale alla fine di luglio di quest’anno, dopo un mezzo anno difficile, quando il sindaco, nonostante i numerosi tentativi fatti per poter tenere in piedi la struttura, decide di mollare.

Ne stanno beneficiando i casinò svizzeri vicini, a Lugano e Mendrisio, che hanno visto una crescita, in termini sia di clienti che di incassi, del 30% circa dallo scorso 27 luglio, data di chiusura del casinò di Campione.

Le notizie sul fallimento del casinò di Campione d'Italia

Lugano, in particolare, sta dando anche più spazio al poker, dal momento che è aumentata la richiesta. Campione, infatti, era un punto di riferimento per gli amanti del poker in particolare.

 

Quale sarà quindi il futuro dei campionesi, che da sempre si appoggiavano al casinò per vivere, anche agevolati da una legislazione differente rispetto a quelle svizzera e italiana per quanto riguarda il gioco?

Da settimane si parla di una possibile trasformazione del casinò in un hotel di lusso, o anche in un centro clinico per anziani, o persino in un centro commerciale. Sono diversi i potenziali investitori, tra i quali non mancano i cugini svizzeri.

In ogni caso, oggi 4 settembre è avvenuto un incontro istituzionale presso la Prefettura di Como, alle 10.30, incontro in cui le organizzazioni sindacali hanno fatto nuovamente presente la necessità di riaprire il casinò, non potendo la comunità di Campione fare affidamento su altre attività. Queste circostanze, oggi esposte di fronte ad un tecnico di Governo, erano già emerse nel corso della manifestazione del 29 agosto, quando si era deciso di costituire un tavolo istituzionale per discutere proprio dell’eventuale riapertura del casinò.  

Del resto, se si considera il numero di ex dipendenti del casinò, pari a 492, non sorprende l’energia che i sindacati stanno investendo nella questione.

Per ora, vista la situazione giuridica particolare del comune di Campione d'Italia, gli "in teoria" ex dipendenti del casinò potranno usufruire della disoccupazione, per un anno e mezzo circa.

Vi terremo aggiornati sul futuro del complesso di Campione d'Italia.


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